I reati informatici in particolare: il falso informatico.

Il falso informatico
L’art. 491 bis c.p. prevede la punizione delle falsità commesse in relazione ad un documento informatico. La norma è stata modificata ed integrata dall’art. 3 della legge 18 marzo 2008 n. 48, che ratifica la Convenzione di Budapest.

COS’E’ UN FALSO INFORMATICO

L’art. 491 bis c.p. prevede la punizione delle falsità commesse in relazione ad un documento informatico. La norma è stata modificata ed integrata dall’art. 3 della legge 18 marzo 2008 n. 48, che ratifica la Convenzione di Budapest, (LINK AL POST).

La norma è costruita mediante espresso richiamo ai vari reati di falso previsti nel Capo III, Titolo VII, Libro II del codice penale, e stabilisce che quando una delle falsità ivi previste riguardi un documento informatico pubblico o privato avente efficacia probatoria, si applicano le disposizioni del capo stesso concernenti rispettivamente gli atti pubblici e le scritture private.

DOCUMENTO INFORMATICO, DEFINIZIONE

Per una definizione di documento informatico deve farsi ora riferimento al Codice dell’amministrazione digitale, il d.lgs. 7 marzo 2005 n. 82, che nel suo articolo 1, lett. P, afferma essere tale “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”. Infatti, la precedente definizione contenuta nell’art. 491 bis, come originariamente formulato, è stata soppressa dalla citata legge 48/2008. Con la novella, si è anche eliminato il riferimento ai programmi, i quali trovano adesso tutela nelle norme relative al danneggiamento informatico (artt. 635 bis e 635 ter c.p.) in caso di loro manomissione illegittima.

EFFICACIA PROBATORIA DEL DOCUMENTO INFORMATICO

Posto che l’art. 491 bis prevede la punizione di chi realizzi un falso documento informatico che abbia efficacia probatoria, rileva individuare quando un documento informatico sia dotato di tale efficacia. A tal fine può farsi riferimento ancora una volta al Codice dell’amministrazione digitale, che negli articoli 20 e seguenti individua i profili probatori del documento informatico.

FALSITA’ IN DOCUMENTO INFORMATICO PUBBLICO O PRIVATO

Quanto ai profili attinenti alla differenza fra atto pubblico e privato, e per quanto qui rilevi, ci si limita a ricordare che la nozione di atto pubblico rilevante in sede penale supera i limiti di cui all’art. 2699 c.c., avendo portata più ampia. Per una brevissima casistica delle ipotesi di documento informatico definito quale atto pubblico dalla giurisprudenza, si citano fra gli altri gli archivi informatici di enti quali l’I.N.P.S. o di albi nazionali di professionisti ed i supporti informatici contenenti i cosiddetti “libretti” universitari relativi agli esami sostenuti.

Infine, si segnala che il richiamo operato dall’art. 491 bis c.p. alle falsità di cui al Capo III determina anche la punibilità di chi faccia uso del documento informatico falso ai sensi dell’art. 489 c.p.

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